Ex-deputata afghana finisce in uno shelter | Giuliana Sgrena
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Ex-deputata afghana finisce in uno shelter

In Afghanistan donne uccise, orecchie e nasi tagliati. La denuncia di Noor, che fugge alle violenze del marito. In parlamento aveva presentato leggi in favore delle donne ma non era stata rieletta.

Ex-deputata afghana finisce in uno shelter
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12 Agosto 2013 - 10.53


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Noor Zia Atmar è una donna afghana di 40 anni, deputata dal 2005 al 2010, ora si trova rinchiusa in uno shelter (casa rifugio) di Kabul, dove si è nascosta dopo essere riuscita a fuggire dalla sua casa dove il marito la teneva segregata.

Nonostante il suo passato di donna impegnata politicamente, il business man che l’ha sposata l’ha sottoposta a ogni tipo di angheria: chiusa in casa, senza nemmeno la possibilità di usare il telefono, quando tornava a casa ubriaco pretendeva persino che Noor gli togliesse le scarpe. I rifiuti della donna venivano puniti con le botte. Noor ha cercato aiuto nella sua famiglia ma: “Nonostante la mia faccia fosse piena di lividi, sfregiata con un coltello, mi dicevano che la nostra è una società tradizionale e che non potevo portare il disonore nella famiglia”, ha raccontato al Sunday Telegraph.

E quando lei ha cercato un avvocato per chiedere il divorzio è stata abbandonata da tutti. Allora si è rifugiata in uno shelter. Si è anche rivolta all’ambasciata britannica per vedere se era possibile ottenere l’asilo in Gran Bretagna, ma le violenze domestiche non sono considerate una ragione sufficiente per ottenerlo.

Nonostante la costituzione afghana del 2005 garantisse la presenza del 25 per cento delle donne in parlamento (la legge è stata poi rivista) e prevedesse un percorso per andare verso il riconoscimento dell’uguaglianza di genere, “la condizione delle donne oggi è peggiorata. Ogni giorno ci sono donne uccise, orecchie o nasi tagliati. Queste violenze non riguardano solo le donne nei villaggi ma anche quelle come me”, aggiunge Noor.

Quando era in parlamento Atmar aveva presentato una legge che introduceva pene per lo stupro o per i matrimoni forzati dei bambini, ma non è mai riuscita a farla passare perché considerata “contro l’islam”. Il fatto che la costituzione stabilisca che tutte le leggi debbano essere compatibili con l’islam (o con una interpretazione dell’islam) costituisce lo strumento che permette agli islamisti di impedire l’affermazione dei diritti delle donne o comunque l’approvazione di leggi che permettano una modernizzazione della società. E Atmar non è stata rieletta.

Negli ultimi anni in Afghanistan ci sono stati dei miglioramenti soprattutto nell’educazione anche per le ragazze, ma la violenza contro le donne è in continuo aumento. I deputati conservatori vorrebbero la chiusura degli shelter, unico rifugio per sfuggire ai mariti o alla famiglia, mentre il governo vorrebbe metterli sotto il proprio controllo con scarse possibilità di essere realmente case protette e di mantenere l’anonimato per le ospiti.

Noor Zia Atmar ha avuto la possibilità di far sentire la propria voce e speriamo anche quella di essere aiutata, ma come lei sono numerose le donne rinchiuse negli shelter, alcune le abbiamo anche incontrate e abbiamo ascoltato le loro storie terribili. Per ora gli shelter sono gestiti da Ong che però non hanno i mezzi sufficienti per far fronte alle molte richieste.

Altre donne hanno avuto una sorte peggiore, sono finite in carcere condannate per “delitti morali”: una donna che subisce uno stupro viene condannata per adulterio!

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