Il Mossad colpisce a Tehran. Il mondo tace

Assassinato Mohsen Fakhrizadeh, capo del programma nucleare iraniano. Netanyahu e Trum festeggiano. Nessuna reazione dal mondo occidentale

Mohsen Fakhrizadeh

Mohsen Fakhrizadeh

Giuliana Sgrena 28 novembre 2020

Dopo Qassem Soleimani – il capo dei guardiani della rivoluzione iraniana, assassinato a Baghdad lo scorso gennaio - ieri è stata la volta di Mohsen Fakhrizadeh, capo del programma nucleare iraniano. Tehran come il New York Times accusano il Mossad, servizi segreti israeliani. I Festeggiamenti di Netanyahu e di Trump confermano implicitamente la complicità nell’eliminazione di Mohsen Fakhrizadeh. L’Iran annuncia vendetta, ma a preoccupare è soprattutto il fatto che il Mossad possa muoversi (probabilmente con complici) sul territorio iraniano tanto da mettere a punto un agguato come quello che ha colpito lo scienziato Fakhrizadeh, che sarebbe stato preceduto da almeno altri quattro assassini di scienziati iraniani tra il 2010 e 2012.

Ancor di più: dove arriverà Trump nella sua follia omicida anti-iraniana prima di abbandonare la Casa bianca? E dove arriverà il braccio armato del presidente Usa in Medioriente, prima dell’arrivo di Biden, considerato comunque «amico» di Netanyahu e che finora non ha rilasciato dichiarazioni in merito? Il colpo di coda di Trump per mettere Biden di fronte al fatto compiuto lascia spazio a oscuri presagi.

Allarmato John Brennan, capo della Cia dal 2013 al 2017, che condanna l'omicidio dello scienziato iraniano: «È stato un atto criminale e altamente incosciente. Rischia di provocare una rappresaglia mortale e una nuova ondata di conflitto nella regione».

Questa è l’unica reazione all’assassinio di Fakhrizadeh, l’Europa tace, l’Italia pure. Com’è possibile che un atto criminale del genere passi sotto silenzio?

Pensiamo per un momento cosa sarebbe successo se ad essere colpito, mortalmente, fosse stato il responsabile del nucleare israeliano – perché Israele ha un arsenale di bombe nucleari – da parte di un agente segreto iraniano.

Chi non reagisce, non parla, non condanna si rende complice di atti criminali a livello internazionale.