Iran elezioni: l''occidente favorisce Ahmadinejad' | Giuliana Sgrena
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Iran elezioni: l''occidente favorisce Ahmadinejad'

Le minacce di aggressione contro Tehran rafforzano i fondamentalisti. L''opposizione chiede il boicottaggio del voto.'

Iran elezioni: l''occidente favorisce Ahmadinejad'
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1 Marzo 2012 - 17.56


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La maggiore incognita delle elezioni legislative che si tengono il 2 marzo in Iran è il tasso di partecipazione. Le forze dell’opposizione hanno invitato al boicottaggio ma quanti seguiranno questa indicazione? E chi, pur essendo contro Ahmadinejad e il suo regime, voterà, lo farà perché ha paura di un attacco dall’esterno. Le continue minacce militari di Israele e quelle di tutto il mondo occidentale per la costruzione di centrali nucleari (forse anche per scopi militari) hanno rafforzato l’unità nazionale. Come sempre succede quando un paese si sente attaccato dall’esterno si rinsalda la coesione interna. Così l’occidente ha ottenuto un bel risultato: rafforzare Ahmadinejad e la guida suprema Kahmenei a scapito dell’opposizione che chiede democrazia e rispetto dei diritti umani, a partire da quelli delle donne.

Ed è questa pressione internazionale che ha “salvato” l’Iran dal contagio rivoluzionario che si è diffuso nella regione.

La primavera araba ha investito tutti i paesi arabi dal Marocco all’Iraq senza toccare, o almeno senza investire significativamente, paesi non arabi come l’Iran. Eppure in Iran una rivolta popolare era in corso fin da prima, nel luglio 2009 grandi manifestazioni erano coincise con il decimo anniversario delle grandi proteste studentesche e delle sanguinose repressioni che ne erano seguite.

Le manifestazioni del 2009 erano state impressionanti – soprattutto quelle contro la contestata rielezione di Ahmadinejab – e avevano fatto sperare in un’offensiva efficace contro il regime, ma un regime teocratico non si cambia dall’interno e l’esperienza del riformista Mohamed Khatami lo ha dimostrato. Di questo il movimento di opposizione iraniano aveva preso consapevolezza e infatti, tra le rivendicazioni avanzate, vi erano quelle dei diritti delle donne che entravano direttamente in contrasto con la teocrazia. E allora perché dai tetti urlavano Allah ul Akbar?, avevo chiesto alla femminista premio nobel Shrin Ebadi. “Questo era l’urlo che usavamo anche contro lo scià, è un grido immediatamente comprensibile alla gente, era il modo per far capire che l’opposizione cresceva”.

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