Quale Saman è stata uccisa?

Circolano due immagini di Saman Abbas: una solare e piena di vita, l'altra con il velo e sottomessa. I familiari l'hanno uccisa perché non tolleravano la sua voglia di libertà

Le due immagini di Saman Abbas

Le due immagini di Saman Abbas

Giuliana Sgrena 15 giugno 2021

Quale Saman Abbas è stata uccisa? Quella giovane ragazza solare e piena di vita di cui solo diversi giorni dopo la scomparsa sono cominciate a circolare le foto o quella triste e sottomessa con il velo nero? Sono due immagini quasi incomparabili e incompatibili ma sono l’esplicitazione concreta di come si possa annullare l’identità di una donna imponendo l’uso del velo e tutte le costrizioni religiose e tradizionali correlate. A Saman era stato impedito persino di studiare, come qualsiasi altra scelta di vita, infatti nella sua famiglia ha trovato la morte. Una morte annunciata, se aveva detto al suo fidanzato che la volevano uccidere. Quale società può permettere di commettere un femminicidio senza intervenire? Saman, purtroppo non è la prima. Ma quante Saman, Hina, Sana dovranno morire affinché si squarci quel velo di ipocrisia che condanna donne come noi a vivere e morire in base a culture arcaiche riproposte nel nostro paese e tollerate da un relativismo culturale che non combatte interpretazioni integraliste delle religioni e culture tribali per il timore di infrangere codici di comportamenti falsamente considerati «politicamente corretti».

Saman Abbas è stata uccisa. Ormai poco importa come. La sua morte è un femminicidio, la nuova versione del delitto d’onore.  Quale onore per una famiglia che uccide una figlia perché pretende la propria libertà che solo una società arcaica e patriarcale può ancora negare? Non stiamo parlando di Medioevo e di uno villaggio isolato dal mondo, ma dell’Italia del XXI secolo, dove non si riesce a far approvare una legge sullo ius soli che non risolverebbe tutti i problemi ma darebbe maggiori garanzie alle seconde generazioni di migranti. Parliamo dell’Italia dove non esiste un progetto di integrazione basato su diritti e doveri per chi viene a vivere nel nostro paese, un progetto interculturale che non annulli le diversità ma arricchisca il meticciato, dove i diritti universali vengano esaltati e non sacrificati in nome di una cultura altra.

Il femminicidio è una minaccia per tutte le donne che rivendicano i loro diritti e soprattutto la libertà di decidere sul proprio corpo, per questo dobbiamo essere unite nel rivendicare il diritto di essere protette.

15 giugno 2021