Maometto. Basta con queste stupide provocazioni

Le nuove vignette su Maometto non difendono la libertà di stampa e satira ma alimentano i disegni incendiari dei salafiti.

Sipario

Sipario

Redazione 19 settembre 2012
Perché pubblicare proprio in questo momento nuove vignette su Maometto come ha deciso di fare il francese Charlie Hebdo? Non è in discussione la libertà di stampa e di satira, che vanno sempre difese, ma perché fornire nuovi elementi agli incendiari del mondo musulmano?

Ci sono opportunità e responsabilità scrivendo e disegnando che indicherebbero in questo momento di non entrare nel circolo vizioso che fa il gioco dei fondamentalisti, tutti.

Non è stato il film porno-spazzatura americano a scatenare i salafiti nei paesi musulmani, il film (uscito tempo fa e ora diffuso ad arte da una tv salafita) è stato un pretesto per incendiare quelle piazze che avevano vissuto una rivoluzione pacifica e laica. Quello che non sono riusciti a fare i soldi dell’Arabia saudita e del Qatar (al Jazeera compresa) lo stanno facendo le immagini di Maometto. I primi hanno fatto trionfare i fratelli musulmani alle elezioni, i secondi i salafiti e i jihadisti.

Chi soffia sul fuoco in questo momento non contribuisce alla libertà di stampa e di satira ma contribuisce a distruggere quel poco che resta delle rivoluzioni arabe e a lasciare questi paesi nelle mani degli islamisti sostenitori della sharia. Del resto i giornalisti e i caricaturisti di quei paesi (anche i tunisini hanno rappresentato Maometto) stanno pagando pesantemente la loro lotta per la libertà di espressione. Perché se vogliamo veramente affermare dei diritti che sono universali non sosteniamo i “rivoluzionari” che con manifestazioni non violente e senza bruciare bandiere americane sono riusciti ad abbattere dittatori?