«Usa e Nato hanno regalato la vittoria ai taleban»

Intervista a un dirigente di Hambastagi, Solidarietà, l'unico partito laico, di sinistra, interetnico dell'Afghanistan. I timori e le speranze per il futuro del paese

Selay Gheffar portavoce di Hambastagi

Selay Gheffar portavoce di Hambastagi

Giuliana Sgrena 25 agosto 2021

Hambastagi è l’unico partito laico, democratico, interetnico e indipendente esistente in Afghanistan. Conta molte donne tra iscritti e dirigenti, compresa la portavoce del partito Selay Ghaffar, conosciuta a livello internazionale e naturalmente anche in Italia. La situazione rende difficile i collegamenti con le persone più a rischio. Abbiamo contattato un dirigente di Hambastagi, che infatti preferisce rimanere anonimo, per sapere come stanno vivendo in questa situazione. «Stiamo sopravvivendo, ma contrariamente a quanto si pensa, non siamo scioccati o sorpresi, tutto era già stato orchestrato prima. Non abbiamo perso la nostra speranza e continueremo la nostra lotta», ci dice.

Stiamo seguendo con preoccupazione quello che sta succedendo in Afghanistan…

Sebbene, i taliban rivendichino spudoratamente la loro vittoria, facendo riferimento al credo religioso, è chiaro che la cosiddetta vittoria è stata loro regalata. L’imperialismo Usa insieme al suo partner criminale, la Nato, ha consegnato il futuro del nostro popolo martoriato nelle mani dei taliban, già loro servitori in passato. Lo scenario che prevedeva che i fondamentalisti dovessero continuare a governare in Afghanistan, dopo la partenza degli Usa, era già scritto perché vogliono mantenere il nostro popolo nell’ignoranza e avere nuove opportunità di occupare il paese in futuro.

La gente è disperata, e tutti stanno cercando il modo per fuggire dall’inferno, chiamato Afghanistan. Le immagini dei cittadini afghani che si aggrappano e cadono dagli aerei militari americani hanno scioccato il mondo. Tuttavia, i taliban stanno cercando di dare di sé stessi un’immagine moderna, ma è evidente che sono i vecchi mostri. Gli impiegati governativi sono senza salario da due mesi, le banche sono chiuse e non si può prelevare denaro; la maggior parte dei mercati e dei negozi è chiusa; i ministeri si trovano in una situazione precaria; non ci sono più bombardamenti ed esplosioni perché i loro responsabili sono al potere; la povertà sta crescendo ulteriormente; per le strade si vedono poche donne, portano l’hijab, e quelle poche che si sono recate al lavoro sono state respinte.

Un’alternativa era possibile?

Sì, alternative erano possibili: se i signori della guerra, i criminali, la mafia e gli uomini corrotti non fossero stati mantenuti in posti di potere; se questi criminali non avessero pennivendoli sui loro libri paga; se la sinistra e le organizzazioni popolari avessero assunto un ruolo progressista per far prendere coscienza alle masse; se il nostro popolo avesse chiesto la fine dell’occupazione Usa e della Nato, e la fine dell’intromissione delle potenze regionali come Pakistan, Iran, Arabia saudita, Qatar e Turchia; se il popolo, soprattutto nelle grandi città, fosse sceso in piazza per rivendicare i suoi diritti, e molti altri se.

Come spieghi il collasso dell’esercito afghano e la rapida avanzata dei taleban?

Il collasso dell’esercito afghano è stato possibile per il tradimento dei burattini afghani e degli infidi politici. Molte delle unità dell’esercito si sono arrese senza sparare un solo colpo, mentre sarebbero stati in grado di combattere per mesi. È stato loro ordinato dai comandanti, dagli ufficiali di alto grado e dai politici di arrendersi e i soldati devono obbedire agli ordini. Tuttavia, in alcuni casi gli ordini non sono stati rispettati, come nel Badakhshan dove 20 poliziotti hanno deciso di non arrendersi per 24 ore, i taleban sono stati bloccati ma alla fine questi poliziotti hanno ricevuto l’ordine da Kabul di arrendersi altrimenti sarebbero stati bombardati. Quando si sono resi contro di essere pugnalati alle spalle, hanno lasciato le loro divise e sono fuggiti in borghese.

Ora si vedono manifestazioni contro i taleban e i taleban che uccidono … Pensi sia possibile una resistenza organizzata?

Sì, manifestanti a Jalalabad, Kabul, Kunar e Khust hanno marciato per difendere la bandiera afghana a tre colori (nero, rosso e verde), perché, i taleban vogliono sostituirla con una bianca. E i taleban hanno sparato sulla folla, uccidendo diversi manifestanti. Dove c’è oppressione, c’è resistenza. Prima o poi la resistenza contro i taleban inizierà, comunque è compito della sinistra e delle organizzazioni popolari prepararsi a guidarla.

Che supporto hanno i taleban tra la popolazione, sono abbastanza forti per mantenere il potere?

I taleban non hanno un appoggio popolare, ma la popolazione li teme. Si stima che i loro combattenti e membri siano circa ventimila, che non è nulla in rapporto alla popolazione di 34 milioni. È una situazione diffusa in tutto il mondo che l’1 per cento governi il 99 per cento della popolazione, ma un giorno la gente povera si ribellerà. I taleban resteranno al potere non per la loro forza, ma per il forte sostegno dei paesi reazionari e delle superpotenze.

Alcuni politici chiedono ai governi occidentali di trattare con i taleban perché i taleban sono cambiati, sono diversi da prima…

I taleban fingono di essere cambiati, perché questo chiedono loro i pachistani e gli iraniani, così da essere riconosciuti dai governi a livello mondiale. Si presentano diversi anche in città, perché vogliono conquistare il cuore dei cittadini. Ma quando avranno formato il governo, riprenderanno la barbarie. Nulla è cambiato.

Quale sarà il ruolo di Hambastagi in questa situazione?

Il nostro partito continuerà la sua lotta in modo ancora più risoluto, ma con nuovi metodi, di cui non posso dare i dettagli.

 

il manifesto 25 agosto 2021