Rivoluzioni violate. Primavera laica, voto islamista

È in libreria il mio nuovo libro sulle rivoluzioni e rivolte arabe, viste con lo sguardo delle donne. Sono iniziate anche le presentazioni, che trovate nell''agenda qui accanto.'

Rivoluzioni violate. Primavera laica, voto islamista
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11 Giugno 2014 - 19.52


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Khobar, Arabia Saudita. Manal al Sharif esce di casa indossando un semplice foulard al posto del velo nero integrale. Sale in macchina e mette in moto. Nel suo paese le donne non possono guidare, e Manal sta avviando la sua personale rivoluzione. Mentre Manal inizia il suo viaggio, in Algeria la psicologa Cherifa offre aiuto alle donne vittime del terrorismo…

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Ma il profumo del gelsomino rischia di evaporare.

Le donne sono state protagoniste indiscusse della Primavera araba. Con il loro attivismo e le loro rivendicazioni di diritti, dignità e parità di genere hanno segnato la modernità di quelle rivoluzioni. Ora, però, rischiano di diventarne le prime vittime.

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Dopo la caduta delle dittature e con l’avvio del processo democratico in Medio Oriente, i partiti islamisti sono stati legalizzati. Questa apertura ha permesso loro di fare proselitismo, prosperare e vincere le elezioni, anche grazie ai petrodollari del Golfo, all’appoggio di Al Jazeera, allo spazio delle moschee e al richiamo all’identità religiosa. Tuttavia, i Fratelli musulmani e gli altri gruppi islamisti non hanno retto alla prova del potere: sull’onda della protesta popolare sono stati estromessi con un golpe in Egitto e costretti a dimettersi in Tunisia. Mentre in Siria e in Iraq si consuma uno scontro epocale tra sciiti e sunniti con conseguenze potenzialmente disastrose.
Giuliana Sgrena racconta con passione e accuratezza la fase delicata della controrivoluzione nei paesi arabi, indagando i motivi dell’ascesa islamista e raccogliendo le voci delle donne come Manal e Cherifa, che vogliono contrastare una deriva che limiterebbe drasticamente le loro già precarie libertà. Perché la rivoluzione necessita di tempi lunghi, e in Medio Oriente è ancora presto per dichiarare estinta la speranza nel cambiamento.

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