L''Italia sfida l''India: i marò restano in Italia'

Alla faccia della parola data quando i due fucilieri, accusati dall''India dell''uccisione di due pescatori, avevano ottenuto un permesso di un mese per venire a votare in Italia '

globalist syndication

globalist syndication

Redazione 11 marzo 2013
“I fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso”, lo ha comunicato il ministro degli esteri Giulio Terzi alle autorità indiane, smentendo la parola data.

Che l’Italia stesse preparando un blitz per liberare i marò era trapelato da tempo, ma il permesso elettorale di un mese, concesso ai fucilieri dalle autorità indiane, ha facilitato il compito. Tanto facilitato che per gli indiani lo smacco può persino risultare meno imbarazzante di un blitz.

“Tra i due stati sussiste una controversia internazionale” e quindi l’Italia si ritiene in diritto di trattenere i marò. Le accuse in base alle quali i fucilieri erano incarcerati in India – uccisione di due pescatori indiani - non viene nemmeno citato, pace all’anima loro.

A sorprendere è soprattutto una delle motivazioni già supposta ma ora esplicitata: “il principio dell’immunità dalla giurisdizione degli organi dello stato straniero”, in base al diritto consuetudinario e pattizio, che ovviamente prevale sul diritto internazionale! E degli effetti del diritto consuetudinario dello zaino ne abbiamo avuto prova nel caso Calipari con l’impossibilità di processare il mitragliere Lozano.

Con sullo sfondo anche le tangenti Finmeccanica per la vendita di elicotteri Agusta all’India, si cerca di mettere una pietra sopra al caso marò con una decisione che è stata assunta d’intesa dal ministero degli Esteri con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la Presidenza del Consiglio. Intesa che finora non era stata raggiunta. Ma ora i tempi sono stretti: prima della fine del governo Monti occorre regolare le questioni che più stanno a cuore perché il prossimo governo, quando ci sarà, potrebbe avere un approccio diverso.

Ora i marò sono sani e salvi in Italia, bene. Ma non sapremo mai la verità sull’accaduto e ancora una volta basta essere una potenza occidentale per avere il diritto all’impunità.