Falluja, leucemie, cancri e malformazioni

Rapporto presentato all''Onu'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 17 novembre 2010
Ricordate l''immagine del marine che spara su un combattente ferito e disarmato steso a terra nella moschea di Falluja? Era il 16 novembre del 2004, la battaglia per distruggere la cittadina irachena era in corso, il giornalista della Nbs aveva fatto un buon servizio, ma proprio per quello era stato espulso dagli «embedded» e poi licenziato. L''immagine aveva fatto scalpore, ma era solo un flash delle azioni criminali commesse a Falluja nel novembre del 2004, nel secondo attacco a Falluja - il primo era avvenuto in aprile ma non era riuscito a distruggere il simbolo della resistenza all''occupazione. Quel simbolo doveva sparire prima delle elezioni del gennaio 2005.

La città (circa 300.000 abitanti, molti erano fuggiti) era stata isolata, anche gli iracheni non potevano entrare e nemmeno la Croce rossa, figuriamoci i giornalisti. La battaglia era stata coperta solo da giornalisti embedded . Per chi voleva sapere cosa era veramente successo l''unica possibilità era andare a cercare notizie tra i profughi di Falluja, coloro che erano riusciti a scappare ma avevano visto. Anche gli effetti di quelle enormi nuvole bianche prodotte dagli spari e che non servivano - come dicevano gli americani - ad illuminare gli obiettivi ma erano micidiali armi chimiche al fosforo bianco che avrebbero lasciato sul terreno corpi prosciugati. Oltre alle migliaia di morti è l''inquinamento ambientale che continua a provocare vittime.

Lo dimostra un rapporto presentato al Consiglio per i diritti umani dell''Onu dal Conservation centre of environmental & reserves in Fallujah (Ccerf) e dal Monitoring net of human rights in Iraq (Mhri). Questi i principali effetti: si è rilevato un aumento significativo di tumori e malformazioni congenite. Secondo la relazione dei medici dell''ospedale di Falluja: nel 2006 sono stati diagnosticati tra i civili 5.928 casi di malattie fino ad allora sconosciute; nei primi sei mesi del 2007, sono stati ricoverati 2.447 pazienti gravemente malati che mostravano sintomi sconosciuti, il 50% erano bambini. Un nuovo studio pubblicato dal Giornale internazionale di studi ambientali e di salute pubblica (a Basilea) mostra l''incremento di tassi di cancro, leucemia, mortalità infantile, parti anormali e lesioni simili a quelle scoperte nei sopravvissuti di Hiroshima e Nagasaki. L''incidenza dei tumori è risultata, in rapporto a Giordania e Egitto, 38 volte superiore per la leucemia e 10 volte per il cancro al seno. La mortalità infantile è salita a 80 morti per mille, inoltre rispetto al rapporto normale delle nascite (1.050 maschi contro 1.000 bambine) i maschi nati sono scesi a 350. Negli ultimi sei anni il tasso delle malformazioni alla nascita è salito di oltre il 25%.

Il rapporto documenta, con testimonianze, i crimini contro l''umanità commessi a Falluja e chiede l''intervento della comunità internazionale per giudicare le responsabilità attraverso l''istituzione di una Corte penale internazionale o almeno una commissione d''inchiesta indipendente per esaminare tutte le violazioni commesse in Iraq dagli Stati uniti a partire dal 1991.
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