Karzai a caccia del terzo mandato

Elezioni per la Wolesi jirga

medici obiettori

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Redazione 19 settembre 2010
Valeva la pena rischiare la vita per andare a votare? Sicuramente no nei villaggi o nel sud del paese, dove gli afghani potevano diventare facilmente bersaglio dei taleban. A Kabul invece il voto è stato più libero. Ma a indurre gli afghani a rinunciare alle urne non sono state solo le minacce degli studenti coranici e la mancanza di seggi in alcuni villaggi (l''8% dei seggi non sono stati aperti, oltre al 14% già bloccati in partenza).
È stato il disinteresse e la mancanza di fiducia nella scadenza elettorale e nel governo guidato da Karzai a convincere molti afghani a restare a casa o a vendere la propria scheda elettorale a chi era disposto a comprare voti per garantirsi un seggio in parlamento. In fondo chi aveva i soldi poteva anche farlo, in alcuni casi bastavano 2.500 voti per essere eletti e se la partecipazione è stata bassa anche meno. Che la partecipazione sia stata bassa lo si intuisce dalla chiusura veloce dei seggi, senza code che ne giustificassero il prolungamento dell''orario di apertura. Nelle scorse elezioni presidenziali, con circa un milione di schede falsificate, la partecipazione aveva raggiunto il 35%. Non sarà facile avere dati e per i risultati ci vorranno settimane.
Nonostante la giornata sia stata funestata da numerosi attacchi e da vittime, Karzai si è dichiarato soddisfatto, mentre il rappresentante dell''Onu Steffan De Mistura ha dichiarato che l''apparato di sicurezza predisposto non è stato all''altezza delle circostanze e ha deplorato i numerosi incidenti. Ma per Karzai ciò che importa è soltanto poter dire che le elezioni si sono tenute e poter garantirsi una maggioranza in parlamento, per essere sicuro di far passare la revisione della Costituzione che gli permetta di concorrere per un terzo mandato.
Se un dato è emerso chiaramente da questo voto, è la conferma che il controllo del governo è ristretto a Kabul e che Karzai non ha ottenuto nessuna legittimazione. Ma il presidente non sembra preoccuparsene, del resto è così da molto tempo. E, secondo il generale Petraeus, comandante della Forza multinazionale, oggi Karzai firmerà il mandato per la costituzione dell''Alto consiglio di pace per avviare il dialogo con i taleban «buoni», che gli Usa appoggeranno.
Ancora una volta gli obiettivi convergono: un buon motivo per continuare a sostenere un fantoccio. Ignorando che nelle elezioni di ieri i taleban hanno tenuto in scacco il paese e potranno decidere la strategia da seguire sapendo che Karzai è sempre più debole. Come lo sono i suoi alleati, compresi gli italiani che sono stati bersagliati anche ieri dal fuoco taleban mentre erano ancora sotto shock per la morte del tenente Romani del Col Moschin.
I taleban «buoni» deporranno le armi? Sicuramente non tutti, non per darla vinta a Karzai e agli americani. Perché i taleban (tutti) dovrebbero arrendersi se controllano quasi tutto il paese? Difficile immaginare una resa. Forse una trattativa è possibile, ma allora dovrà essere con tutti i taleban, altrimenti non servirà a nulla.
La guerra continuerà finché le truppe straniere non decideranno di ritirarsi e speriamo lo facciano al più presto, non per darla vinta ai taleban ma per dare una possibilità agli afghani.'