Non solo copti le vittime dei militari

Manifestazioni dei copti al Cairo contro l''incendio delle chiese.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 10 ottobre 2011
Si tratta degli scontri più sanguinosi tra copti e forze dell''ordine avvenuti in Egitto dopo la rivoluzione. Finora le vittime sono: 24 morti e oltre duecento feriti. Ma non si tratta di uno scontro tra cristiani e musulmani, molti musulmani si sono schierati con i cristiani, altri contro. Le proteste dei copti sono una reazione agli incendi di molte chiese nel sud del paese e alla copertura data a questi fatti dal governatore di Assuan, Nustafa al Sayed, di cui chiedono le dimissioni. I maggiori scontri si sono avuti al Cairo davanti alla sede della tv, per la versione dei fatti diffuse e ritenute parziali. Ma i manifestanti anche musulmani protestano contro l''esercito che sta governando la transizione egiziana verso le elezioni del 28 novembre in accordo con i Fratelli musulmani.

Le vittime di questa alleanza conservatrice-islamista non sono solo i copti ma anche tutte le forze laiche-progressiste protagoniste della rivoluzione egiziana. Sono le stesse forze - giovani, donne, blogger e democratici - che continuano a scendere in piazza Tahrir per rivendicare gli obiettivi della rivoluzione: democrazia, giustizia, uguaglianza di genere e il ritiro dell''esercito. Una rivoluzione che i militari e gli islamisti (che non erano nelle piazze per chiedere l''allontanamento di Mubarak) vogliono scippare.

Anche in Tunisia, sebbene in modo meno violento, gli islamisti potrebbero riuscire a vincere le elezioni del 23 ottobre e imporre un ritorno indietro rispetto alle conquiste finora raggiunte dalla rivoluzione dei gelsomini. Per la Costituente si vota anche in Italia, i tunisini in Italia avranno tre seggi, sosteniamo le liste democratiche e progressiste, sarà un piccolo contributo a quella rivoluzione.

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