Tunisia, stuprata da poliziotti rischia il carcere per attentato al pudore

Una giovane donna tunisina stuprata da due poliziotti viene processata in questi giorni per attentato al pudore, rischia sei mesi di carcere come il suo fidanzato.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 4 ottobre 2012
Una giovane donna tunisina stuprata da due poliziotti viene processata in questi giorni per attentato al pudore. La colpa: aver denunciato i due poliziotti, che generalmente restano impuniti: lo stupro è considerato una forma di tortura! Ma il rischio è che invece di punire i colpevoli dello stupro venga punita la ragazza e il suo fidanzato denunciati dai poliziotti per “comportamento indecente in luogo pubblico”. I due giovani si trovavano in macchina quando i poliziotti si sono avvicinati, hanno fatto scendere il ragazzo, allontanandolo, e mentre un poliziotto cercava di estorcergli del danaro gli altri due hanno stuprato la ragazza. Il fatto è avvenuto all’inizio di settembre, dopo la denuncia è cominciato il processo contro i due fidanzati che rischiano fino a sei mesi di carcere.

La società tunisina, soprattutto le donne, si è mobilitata contro questo ennesimo caso di sopraffazione raccapricciante mentre i ministro dell’interno (di Ennhadha difende i suoi uomini). La ragazza ha avuto il coraggio di denunciare i suoi aguzzini esponendosi al rischio di essere condannata e di essere additata da quelle componenti della società che hanno subito una regressione culturale fagocitata dagli islamisti più oscurantisti.
Solidarietà alla ragazza, che non ha voluto rivelare il nome, si è manifestata anche in Francia. E anche noi vorremmo fare arrivare alla giovane donna tutta la nostra solidarietà sperando che la Tunisia non torni ad essere quello stato poliziesco dei tempi di Ben Ali.