Tunisi, il leader salafita sfugge all''arresto'

Il leader salafita Abou Iyadh, considerato responsabile dell''attacco all''ambasciata Usa, fa una lezione in moschea e poi si allontana indisturbato mentre le forze dell''ordine si ritiravano.'

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 17 settembre 2012
Il leader del gruppo salafita Ansaar al Chariaa – che chiede l’applicazione della legge coranica - Seif Allah Ben Hassine, più noto come Abou Iyadh, oggi, lunedì 17 settembre, ha tenuto una lezione alla moschea al Fath, nel centro di Tunisi e controllata dai salafiti, subito dopo la preghiera di mezzogiorno. Una lezione durata ben 20 minuti.

Abou Iyadh, ricercato perché considerato il regista dell’attacco all’ambasciata americana di venerdì scorso, nel suo discorso ha chiesto anche le dimissioni del ministro degli interni, Ali Laarayedh (del partito islamista Ennahdha), perché non in grado di garantire la sicurezza e ha sottolineato le recenti accuse fatte ai funzionari di polizia di torture e stupri. Ha anche rivelato un tentativo di arrestarlo impedito, ha detto, dai vicini di casa.

Ha condannato il film spazzatura “L’innocenza dei musulmani” che sta incendiando le piazze arabe e ha detto di aver indetto manifestazioni pacifiche contro le offese a Maometto, riferendosi alle manifestazioni di venerdì scorso. Secondo Abou Iyadh è stata la polizia ad iniziare l’assalto all’ambasciata Usa.
La zona dove si trova la moschea Al Fath era presidiata da ingenti forze dell’ordine, ma questo non ha impedito a numerosi salafiti di riempire la moschea e anche tutta la zona circostante, come spesso succede il venerdì.

Dopo le prime scaramucce tra forze dell’ordine e salafiti tuttavia, inspiegabilmente, le misure di sicurezza sono state sospese e i poliziotti ritirati. Nel frattempo Abou Iyadh pare si fosse allontanato protetto dalla folla. Così continua ad essere uccel di bosco.