Liberate Rahman, chiedono terroristi e Morsi

"Gli Usa non trattano con i terroristi". Ma l''Egitto stava già trattando la liberazione dello "sceicco cieco", condannato all''ergastolo? '

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 20 gennaio 2013
Lo sceicco Omar Abdel Rahman è uno dei due detenuti nelle carceri americane di cui gli autori dell''attacco al giacimento di gas di In Amenas chiedono la liberazione. La Segretaria di Stato Usa Hillary Clinton ha ribadito che gli Usa non trattano con i terroristi. Eppure "lo sceicco cieco", secondo indiscrezioni, sarebbe al centro di trattative tra l''Egitto e gli Usa per il rilascio di prigionieri egiziani. Il presidente egiziano Morsi nel primo discorso dopo la sua elezione aveva promesso che si sarebbe impegnato per la liberazione dello sceicco.

Omar Abdel Rahman è stato condannato all''ergastolo nel 1995 perché ritenuto l''ispiratore dell''attentato di due anni prima al World trade center di New York che provocò sei morti e un migliaio di feriti.

Non era questa la prima accusa di complotto contro lo sceicco. Anni prima, nel 1981, fu accusato di essere stato, con l''emissione di una fatwa, l''ispiratore dell''assassinio del presidente egiziano Sadat, ma non era stato condannato; tuttavia quando nel 1984 uscì dal carcere venne espulso dall''Egitto. Partì allora per l''Afghanistan, dove era in corso la guerra santa contro l''Unione sovietica che aveva invaso il paese. A guidare i mujahidin era Osama bin Laden con i finanziamenti degli Stati uniti. Rahman, dopo l''assassino di Abdullah Azam, assunse il controllo della componente internazionale dei jihadisti di al Qaeda.

L''anno successivo, al ritiro sovietico dall''Afghanistan, nel luglio 1990, Omar Abdel Rahman partì per gli Stati uniti con un visto turistico ottenuto con i buoni auspici della Cia. L''obiettivo era quello di assumere il controllo delle risorse di al Qaeda (ma c''è chi sostiene che fino ad allora la rete di Bin Laden non esisteva negli Usa) e di ampliarle attraverso le moschee. In quegli anni pregava in tre moschee diverse: al Farooq di Atlantic Avenue, Abu Bakr di Foster Avenue a Brooklyn e la squallida al Salaam ricavata da un appartamento al terzo piano di un edificio a Jersey City. Delle tre sarà quella di Abu Bakr a Brooklyn a diventare il quartier generale degli islamisti più radicali.
Così Rahman finisce per suscitare allarme ed essere inserito in una lista di sospetti terroristi che provoca la revoca del permesso di soggiorno (nel 1991). Nel 1992, tornato negli Stati uniti per il ricorso, perso, sulla "green card" (la carta per il soggiorno), chiede l''asilo politico.

Dopo il primo attacco al World trade center viene arrestato e accusato di «cospirazione sediziosa». Il complotto contro gli Stati uniti doveva comprendere anche altri attentati e assassini che però non sono stati commessi. Accuse pesanti che hanno portato a una dura condanna.

Al di là della richiesta di liberazione avanzata dai terroristi di Mokhtar Belmokhtar che hanno attaccato la base algerina, è pensabile una trattativa per l''estradizione verso l''Egitto di Omar Abdel Rahman? Un funzionario dell''amministrazione Obama ha affermato: «Ci sono zero chance che possa accadere». Ma secondo quanto pubblicato da Newsweek il 22 giugno del 2012, Hani Nour Eldin, un membro dell''associazione dello "sceicco cieco" eletto nel nuovo parlamento egiziano, sarebbe stato invitato a Washington per parlare con esponenti dell''amministrazione Obama. Naturalmente il rilascio, anche secondo la richiesta del presidente egiziano Morsi, dovrebbe avvenire per motivi «umanitari e di salute».

Ma se le manifestazioni antioccidentali dopo l''apparizione su You tube del film blasfemo su Maometto sono da molti ritenute un pretesto, forse anche per sostenere la causa di Rahman, dopo la richiesta dei jihadisti di Mokhtar la liberazione di Rahman diventerebbe imbarazzante per Obama. E Morsi dovrà inventarsi qualche altro escamotage per mantenere la promessa.


[i]il manifesto, 20 gennaio 2013[/i]
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