Il papa torna al diaconato femminile?

Da Dio odia le donne (il mio libro appena pubblicato da il Saggiatore) il diaconato di Paolo fino alla sua abolizione nel secolo XII per una «degenerazione morale».

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Redazione 13 maggio 2016
Papa Francesco ha annunciato che istituirà una commissione di studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva, ritenendo che le donne diacono possano essere «una possibilità per oggi». Forse potrebbe supplire alla scarsità di sacerdoti per mancanza di vocazioni. Comunque, dopo l’affermazione che la questione delle donne prete era stata chiusa da Giovanni Paolo II, potrebbe segnare una «apertura».

A proposito del diaconato femminile, vi segnalo questo passaggio tratto dal mio libro Dio odia le donne (il Saggiatore), appena pubblicato.

… Lo stesso Paolo (l’apostolo) che negava il diritto di parola al sesso femminile aveva tra i suoi collaboratori delle donne anche se non è chiaro quale fosse il loro ruolo nella nascente gerarchia ecclesiastica, erano comunque indicate come diaconesse. «Vi raccomando Febe, la nostra sorella, che è diaconessa nella chiesa di Cencre: accoglietela nel nome del Signore, in maniera degna dei santi, e assistetela in qualunque cosa abbia bisogno di voi, poiché anch’essa è stata di aiuto per molti e anche per me stesso» (Romani 16,1-2). La raccomandazione di Paolo nella Lettera ai Romani lascia intendere che Febe dovesse essere particolarmente apprezzata. A partire dal IV secolo, è certa la presenza di diaconesse sia in Oriente che in Occidente, tanto che il primo Concilio di Nicea (325 d.C.) ne definisce il ruolo: le diaconesse servono da intermediarie tra le donne e il clero, affinché quest’ultimo non sia costretto a entrare troppo in contatto con le donne. Nella Chiesa siriaca, le diaconesse portavano la comunione alle donne in gravidanza, per evitare al prete un contatto ‘impuro’; erano anche incaricate di seguire il battesimo delle donne, che allora si faceva ancora con l’immersione nell’acqua, e di salvaguardare la decenza e il pudore delle fanciulle. Ma, nonostante l’indubbia importanza delle diaconesse per la Chiesa, tra l’XI e il XII secolo una serie di concili ne decretò la fine. Motivi? L’inconvenienza dovuta al fatto che, a causa delle loro ‘impurità’ mensili, non potessero essere costanti nel lavoro e anche una non meglio precisata ‘degenerazione morale’: pare che rivendicassero maggiori poteri. Poteri che ancora oggi sono negati – e non le diaconesse esistono più.