La sfida delle saudite al volante

Ieri, 26 ottobre, numerose donne hanno aderito alla campagna "Saudi women to drive"per superare il divieto oscurantista che impedisce loro di mettersi al volante.

Il tribunale di Bari

Il tribunale di Bari

Redazione 27 ottobre 2013
Numerose donne saudite ieri si sono messe al voltante nonostante il divieto per il sesso femminile di guidare. E poi hanno postato il video su youtube. Hanno aderito alla mobilitazione “Saudi women to drive” che aveva individuato nel 26 ottobre la giornata di protesta contro il divieto di guidare per le donne al volante, la terza manifestazione di questo tipo dal 1990. Donne di tutte le età hanno sfidato le autorità, che le hanno minacciate anche personalmente con chiamate telefoniche, e si sono esposte a non meglio precisate pene. Che arrivano fino alla prigione, come era successo in passato a Manal al Sharif.
Ieri solo 15 donne sono state fermate e hanno ricevuto un avviso di trasgressione. I provvedimenti riguardano anche i loro guardiani (in genere il marito, o il padre) che ha dato loro le chiavi dell’auto.

Ma il clima sta cambiando: tra i video postati vi sono anche quelli che mostrano l’appoggio alle donne al volante sull’autostrada da uomini che mostrano vistosamente segni di sostegno.

Cambia la società ma non le autorità e soprattutto i religiosi integralisti: nei giorni scorsi lo sceicco Saleh al Lohaidan ha affermato che le donne non devono guidare perché la guida può danneggiare le ovaie. Le donne sono viste solo come uno strumento di riproduzione. Se questo è il motivo addotto dallo sceicco, la guida non potrebbe essere nociva anche per gli organi sessuali maschili?
Il divieto alla guida non trova supporto in una legge saudita, la repressione sì.