Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop



Articoli

Algeria, vince l'astensione. Il boicottaggio via web

Sostenuta soprattutto dai giovani con clip virali su Youtube. un boicottaggio nato dalla base, contro la corruzione, il clientelismo e il caro vita.

Giuliana Sgrena
domenica 7 maggio 2017 10:55

I veri vincitori delle elezioni legislative algerine del 4 marzo sono stati, come previsto, i giovani fautori del boicottaggio sostenuto attraverso videoclip che su Youtube hanno raggiunto milioni di follower. La loro ironia, il sarcasmo, la denuncia ha avuto la meglio sulle promesse elettorali dei partiti. La partecipazione al voto è stata infatti solo del 38,25 % degli aventi diritto (nel 2012 era stata del 44,38). Eppure questa volta, contrariamente al passato, nessun partito sosteneva il boicottaggio.
Questa volta il boicottaggio è venuto dalla base, soprattutto dai giovani, e da tutti coloro che non sono disposti ad avallare un regime corrotto, una politica lontana dalla realtà, dalle necessità di una popolazione che deve far fronte al caro vita, alla crisi degli alloggi, alla disoccupazione che rischia di aggravarsi dopo il crollo del prezzo del petrolio.
Coloro che hanno votato - non si sa ancora quanti hanno depositato una scheda bianca - hanno favorito i partiti di governo, anche se in lizza fra loro durante la campagna elettorale, perché gli unici in grado di soddisfare richieste concrete e clientelismi.
Contrariamente alle previsioni, il Fln non è risultato il partito pigliatutto, anzi ha perso seggi, passando da 221 a 164. All'interno del governo c'è stata una redistribuzione che ha favorito il Rnd, un partito nato da una costola del Fln, (passato da 70 a 97 seggi) il cui apporto e indispensabile per formare una maggioranza in parlamento. I vari partitini filo-governativi non hanno infatti né la consistenza né l'affidabilità per garantire un governo stabile.
Ad aspirare a un ruolo governativo è anche il partito islamista Msp, che ha ottenuto 33 seggi. Gli altri islamisti ne hanno avuti 15.
Ancora più deludente il risultato dell'opposizione laica: il Ffs (Fronte delle forze socialiste) e il Rcd (Raggruppamento per la cultura e la democrazia) si sono divisi i voti della Kabylia più qualche altro seggio. Il Ffs ottiene 14 parlamentari contro i 26 del 2012, mentre il Rcd, che nelle passate elezioni aveva boicottato le urne, ottiene 9 seggi. Delusione anche per il Partito dei lavoratori (Pt, trotzkisti) che scende da 24 a 11 parlamentari.
28 seggi sono andati a candidati indipendenti e i restanti 94 seggi a una trentina di partiti.
La stabilità di un governo Fln-Rnd tuttavia potrebbe essere minacciata dalla rivalità in vista della successione al presidente Abdelaziz Bouteflika. L'impasse che dura da tempo a causa delle condizioni di salute del presidente tende a far escludere una sua ricandidatura per un quinto mandato nel 2019, ammesso che possa arrivare a quella data. Già nella campagna elettorale si è avuta un'avvisaglia dello scontro tra i due partiti per raccogliere l'eredità di Bouteflika ma la partita si farà ancora più dura nei prossimi mesi e il leader del Rnd, Ahmed Ouyahya, non sembra disposto a rinunciare a questa opportunità, approfittando anche delle divisioni all'interno dell'ex partito unico che continua a dominare la scena politica.

il manifesto 7 maggio 2017