Informativa

Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.

OK X
Globalist:
stop



Islam women

Donne senza pace a Kabiul

Stuprata o adultera, uguale criminale

Giuliana Sgrena
domenica 19 giugno 2011 11:52

Stuprata o adultera, uguale criminale Un rapporto sessuale. Uno stupro. Due modi molto diversi di perdere la verginità. Eppure per le autorità di Kabul non esiste alcuna differenza. La legge afghana non fa distinzione e tratta come criminali le donne violentate e le adultere. Non è prevista nessuna pena per lo stupro - in continua crescita nel paese asiatico - mentre a subire il peso della vergogna e le conseguenze, non solo legali, è la donna. «La verginità è un'impronta naturale - sostiene Maulawi Mohammed Qasim, della Corte suprema - e quando si è persa a causa di illegittimi rapporti sessuali implica l'adulterio, che dovrebbe essere punito». La pena (minimo tre anni) dovrebbe colpire maschi e femmine, ma in genere sono solo le donne a subirne le conseguenze. E se sono state stuprate, la violenza è doppia. Non solo il maschio resta impunito, ma gli viene anche riconosciuto il diritto di uccidere una donna e restare impunito, per «i danni che le sue azioni immorali possono aver causato all'onore della famiglia». «Gli uomini di solito sono impuniti per i delitti d'onore - sostiene Suraya Subhrang, commissario per i diritti delle donne dell'Afghanistan independent human rights commission - ma una donna può uccidere il marito per illegittimi rapporti sessuali?». Evidentemente no, anche se di fronte ai soprusi quotidiani, alle violenze subite potrebbe arrivare a commettere un crimine. Ma non resterebbe impunita. Quando, subito dopo la caduta dei taleban, abbiamo visitato un carcere femminile a Kabul, alcune delle detenute, spesso con figli piccoli, lo erano per aver ucciso il marito. Il test di verginità Gli operatori sanitari in Afghanistan sono spesso chiamati a verificare e testimoniare la verginità di una donna che si prepara al matrimonio. «Test di verginità e d'adulterio fanno parte del nostro normale lavoro» dichiara un medico di Kabul. Per una visita così intima non si usa il minimo di sensibilità, che richiederebbe l'intervento di un medico donna (si dice che mancano) e poi, siccome il test viene usato come uno spauracchio, sottintende anche un atteggiamento degradante per le donne costrette a subirlo. Anche se la rottura dell'imene può essere provocata da altre cause e non solo dal rapporto sessuale, questa ipotesi non viene nemmeno presa in considerazione: quando a prevalere è l'oscurantismo le ragioni della scienza non trovano legittimità. Piaga in aumento La violenza contro le donne non risparmia nemmeno le bambine. Il 20 aprile scorso una bambina di 12 anni è stata stuprata da un branco nella provincia di Tekkar. Questo è solo l'ultimo episodio di violenza contro le donne in questa provincia del nord dell'Afghanistan. Solo nell'ultimo mese si sono verificati tre casi di abusi sessuali. La denuncia è dell'Afghanistan women's network che ha inviato un appello alle istituzioni - parlamento, ministro degli interni, governatorato della provincia di Tekkar - perché chiedano le dimissioni del capo della polizia provinciale che non ha fatto nulla per impedire questi crimini. Per informazioni: www.osservatorioafghanistan.org